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Iniziare la primavera circondati da cultura, arte, natura e tradizione

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Il rispetto delle natura, dell’arte, della storia e delle nostre tradizioni sono promosse da quasi 40 anni dal FAI (Fondo Ambiente Italiano). E anche quest’anno questa associazione ci permetterà di scoprire e riscoprire, questo fine settimana, luoghi del nostro territorio…e ce n’è per tutti i gusti: borghi storici, percorsi naturalistici, parchi, ville castelli e giardini che per due giorni potranno essere visitati da tutti i cittadini che ne avranno voglia. I visitatori potranno avvalersi di Apprendisti Ciceroni, cioè giovani studenti che saranno guide d’eccezione e illustreranno tutti gli aspetti artistici e storici dei luoghi visitati.

Nella nostra regione:

Provincia di Campobasso.

A Bonefro, guidati dagli apprendisti ciceroni dell’Istituto Comprensivo Statale “F. Jovine”, potrete visitare:
– La chiesa madre che è la chiesa dedicata a Santa Maria delle Rose. Edificata nel periodo romanico, probabilmente nel XIII sec. Internamente ha un aspetto settecentesco dopo la restaurazione, secondo il gusto barocco, del 1728. Conserva un altare realizzato da Antonio di Lucca, uno dei più importanti maestri marmorari del regno di Napoli.

– Il convento di “Santa Maria delle Grazie” e il museo etnografico. Costruito in pietra locale, è strutturato su due piani e conserva la struttura e la pianta originale. Fulcro del convento è l’ampio chiostro che conserva la cisterna del 1736. La vita monacale cessò nel 1809, successivamente l’edificio divenne di proprietà comunale e fu adibito a diversi scopi, tra cui caserma militare, carcere civile, scuola pubblica. Attualmente ospita il Museo Etnografico legato alla vita popolare del paese e alle attività lavorative locali.

A Civitacampomarano, guidati dalla Pro-loco, potrete visitare la Roccaforte Martiniana.

A Campobasso, guidati dagli apprendisti ciceroni del Liceo Statale “G. M. Galanti”, potrete visitare:

-Il Circolo Sannitico. Il 2 giugno 1861, la Casina Nazionale Sannitica, mutato nel 1897 in Circolo Sannitico, sorse su iniziativa dell’allora Prefetto della Provincia, Giuseppe Belli, e del Ricevitore generale Luigi Olivieri. La sede scelta fu un’ala del Palazzo della Prefettura, dell’architetto Oscar Capocci. La prima riunione del Circolo fu tenuta il 2 giugno 1862, e vi parteciparono i 48 soci fondatori, rappresentanti del fior fiore della borghesia cittadina che votarono il primo Statuto, poi modificato nel 1897.

– Il Palazzo della Prefettura. Lo stile della Prefettura di Campobasso è un esempio del gusto “ufficiale” diffuso negli edifici pubblici dell’ 800 nel Meridione. L’edificio, inserito nel “borgo” conseguente alle iniziative urbanistiche di Murat, occupa il sito dell’antico convento delle Carmelitane. Il palazzo del Governo di Campobasso fu innalzato tra il 1861 e il 1884, su progetto dell’arch. Capocci, ma nel corso degli anni l’edificio ospitò anche la Questura, la Croce rossa italiana, il Commissariato del Governo.

A Casacalenda, guidati dagli apprendisti ciceroni dell’Istituto Omnicomprensivo di Casacalenda, potrete visitare:

– La chiesa dell’addolorata. Ha una pianta rettangolare e si sviluppa in un’unica navata, ma la particolarità è rappresentata dall’imponente altare maggiore realizzato in marmi policromi ed il coro in noce e olivo lavorato dagli artigiani di Casacalenda.

– La chiesa di Santa Maria Maggiore. E’ caratterizzata dall’ingresso principale collocato lateralmente, con una pianta rettangolare e costituita da tre navate, con quelle laterali impreziosite da altari minori. All’interno si trovano diverse opere di artisti locali e della scuola napoletana, risalenti al XIV e XV secolo.

– Il convento eremo di Sant’ Onofrio. Il Convento è un “gioiellino” del ‘400 in cui si trovano diversi affreschi e dipinti su tela del periodo barocco. Molto interessante da visitare è il chiostro sulle cui pareti interne si trovano tracce delle antiche pitture murali.

– La Galleria civica di arte contemporanea “Franco Libertucci”. La Galleria Civica, nasce come corpo distinto ma parallelamente al Museo all’Aperto Kalenarte. Le opere in essa allestite provengono principalmente da donazioni di artisti ospitati nel Museo all’Aperto alle quali fecero seguito altre provenienti da artisti che, venuti a conoscenza di questo ambiente culturale, ne desideravano far parte.

– Il museo multimediale del bufù. Il museo è nato per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari. Con la presenza di foto, video e strumenti originali si viene catapultati in un mondo contadino pieno di tradizioni che ci fanno tornare indietro nel tempo.

– Il Museo all’aperto d’arte contemporanea Kalenarte. Le opere di questo museo sono dislocate sull’intero territorio comunale. Gli artisti invitati, nel realizzare le opere, esercitano il piacere della scelta del luogo, dei materiali, del tema, scelte che rispondono a criteri estetici, storici, concettuali e non casuali che fanno in modo che le opere si fondino perfettamente con i luoghi e li valorizzino. Gli artisti progettano in loco e per il luogo installazioni permanenti realizzate anche con il contributo di artigiani locali e dei cittadini.

A Larino, guidati dagli apprendisti ciceroni dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “F. D’Ovidio” e dalle guide turistiche volontarie, potrete visitare:

– La cattedrale di San Pardo. Il cuore del centro storico è rappresentato dalla Basilica Cattedrale di San Pardo, imponente struttura in stile romanico – gotico. L’edificio risale al XII secolo. Nella parte superiore della facciata è possibile ammirare uno splendido rosone con tredici raggi. L’interno rispecchia in pieno le caratteristiche fondamentali dello stile romanico meridionale. Accanto alla Cattedrale è eretto il campanile su un arco a sesto acuto risalente al 1451.

– Il Parco Archeologico Anfiteatro Romano – villa Zappone. La maggiore testimonianza dello splendore dell’epoca romana a Larino è l’Anfiteatro Romano. L’edificio, dalla forma ellittica, fu costruito nell’ 81 d.C.. Di medie dimensioni, poteva contenere fino a 18.000 spettatori. Ancora oggi sono visibili i quattro accessi disposti alle estremità dei due assi. Di recente l’Anfiteatro è stato insignito dello Scudo Blu del’Aja. Adiacente all’Anfiteatro, dagli inizi del ‘900 si trova Villa Zappone, splendido esempio dello stile liberty a Larino.

A Montagano, guidati dagli apprendisti ciceroni  dell’Istituto Comprensivo “L. Girardi”, potrete visitare:

– La Chiesa di Santa Maria di Faifoli. La chiesa che oggi vediamo, di origine medievale, sorge sui resti dell’antica città romana. Un tempo era affiancata da un monastero benedettino nel quale svolse il noviziato Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V.

A Petrella Tifernina, guidati dagli apprendisti ciceroni dell’Istituto Comprensivo “L. Girardi”, potrete visitare:

– Il centro storico e palazzo “L. Girardi”. Centro storico con tipica planimetria medievale. Interessanti gli scorci e i lastricati in pietra bianca.

– Il Complesso Monumentale San Giorgio Martire. Complesso Monumentale del XII sec. , uno degli esempi più interessanti del romanico in Molise. Da evidenziare il ricco apparato iconografico dei capitelli e delle lunette.

A Termoli, guidati dagli apprendisti ciceroni del Liceo Artistico “B. Jacovitti” e dal personale della Dir. Regionale Beni Culturali, potrete visitare:

– La Galleria Civica. “Il premio Termoli, nacque da un’ idea del maestro Achille Pace, che in questo comune nacque nel 1923. E’ uno degli appuntamenti più importanti per l’arte contemporanea meridionale, che negli anni ha acquisito fama internazionale per le opere rappresentate. Il premio consiste in una mostra d’arte contemporanea, giunta alla 58° edizione nel 2013, con oltre 460 opere di artisti di fama internazionale. “  Presso la Galleria d’Arte Contemporanea sarà possibile ascoltare musica del “Conservatorio Statale Perosi” di Campobasso.

Provincia di Isernia.

Ad Agnone, guidati dall’Associazione Culturale Karres e dagli apprendisti ciceroni del Liceo Scientifico “Giovanni Paolo II e della Scuola Media “G. N. D’Agnillo”, potrete visitare:

– Le antiche fonderie del Rame. Esse risalgano almeno al 1500. Nella mappa dell’Asta del Rio Verrino del 1754 il complesso pre-industriale è chiamato sotto l’appellativo di “Ramere del sig. Principe”. Per almeno tre secoli e mezzo, queste fonderie insieme a tutto il complesso di fabbriche i cui magli o macine erano mossi dalle acque del torrente hanno ricoperto un ruolo fondamentale per l’economia della Città. A metà del ‘700 insieme ad altre quattro fonderie presenti nel territorio, rifornivano le oltre 180 botteghe cittadine.

– La chiesa di San Amico. Fondata durante il periodo federiciano, la Chiesa in questione presenta una pianta a croce greca. Alcuni studiosi asseriscono che detto edificio di culto sorge su un tempio pagano dedicato a Marte. La chiesa fu eretta in onore di Amico, Santo Abate Benedettino della Badia di S. Pietro Avellana morto nel 1045 all’età di 120 anni. All’interno dell’edificio, oltre alle reliquie dei santi Amico e Rocco (protettore degli appestati), si trova una tavoletta argentea denominata “Pace di S. Amico”.

– La chiesa di San Francesco. Fondata dai frati minori conventuali nel 1343. L’edificio di culto è l’unico in Agnone ad essere stato insignito del titolo di “monumento nazionale” dalla Regia Soprintendenza all’arte medievale e moderna degli Abruzzi, nel 1926. La pianta è a croce latina ad una navata; la facciata principale è costituita da bolognini ed è valorizzata dal portale in stile gotico e sormontato da un maestoso rosone ai lati del quale campeggiano due leoni in ricordo di legami di Agnone on la repubblica Veneziana.

– La chiesa di San Marco. La tradizione vuole che Landolfo Borrello, conte di Pietrabbondante, tornato dai suoi impegni militari al servizio della Repubblica della Serenissima, abbia fatto erigere il primo nucleo della fabbrica adiacentemente ad un’antica roccaforte Longobarda che pare, il signore predetto, avesse fatto adibire a propria residenza. La chiesa, dipendente dall’antico monastero benedettino di S. Pietro Avellana, già nel XV sec. era “Chiesa Arcipretale”, fu distrutta nel 1610 da un devastante incendio.

– La Chiesa di Sant’Antonio Abate e Campanile. La chiesa è di costruzione antecedente al XVII sec.. La fabbrica era sita al di fuori delle mura che circondavano il primo nucleo urbanistico di Agnone; si potrebbe individuare con discreta certezza nel 1118, l’anno di costruzione dell’edificio originario. Fino alla fine del XVII sec. il pavimento della fabbrica era sito tre metri sotto il livello stradale, fu poi portato al livello attuale, quindi l’intero edificio fu accresciuto in altezza e terminato nel 1790.

– La chiesa di Sant’Emidio. Rappresenta l’edificio di culto più ricco di opere importanti ad Agnone. La fabbrica in questione, attualmente a due navate, fu realizzata fuori le mura della città medioevale quasi certamente dopo il terremoto del 1096, e dedicata a S. Emidio protettore delle comunità terremotata. La prima struttura fu quella di una modesta pieve corrispondente alla sola navata sinistra attuale. Gioiello d’arte romanico-gotico pugliese, la facciata attuale è caratterizzata da un rosone e da un portale del 1300.

– Il palazzo San Francesco e la mostra del libro antico. La prima struttura risale al 1343. L’originario convento francescano, fu posseduto dai Frati Minori Conventuali fino alla fine del 1700. Soppresso nel 1807 fu riattivato nel 1824. Nel 1866 l’edificio fu incamerato tra i beni del demanio e quindi ceduto al Comune che lo adibì a sede del Municipio, della Regia Scuola Tecnica, della Biblioteca Labanca e successivamente anche della Scuola Media Statale. Il palazzo fu sottoposto a restauro tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90.

– Le Ponteficie fonderie Marinelli. Una storia lunga oltre 1000 anni quella della Fonderia Marinelli che ha visto alternarsi momenti di difficoltà a momenti conditi da tante soddisfazioni. Su tutte forse l’esperienza più significativa risale al 1924, anno in cui Papa Pio XI concesse alla famiglia Marinelli il privilegio di effigiarsi dello Stemma Pontificio.

A Isernia, guidati dagli apprendisti ciceroni del Liceo Classico “O. Fascitelli” e della Scuola Media “Andrea d’Isernia”, potrete visitare:

– Il centro Storico di Isernia. Con la Lega Sannita, divenne la prima capitale d’Italia e sorge su un territorio che annovera uno dei primi insediamenti umani, risalenti al paleolitico (700.000 anni fa). E’ stata città Sannita, colonia Romana, Longobarda e divenendo una delle città più importanti, nel contado del Molise, con i Borboni. Nel secondo conflitto mondiale è stata devastata da un durissimo bombardamento anglo/americano, che uccise circa 4.000 persone.

Cosa aspettate? Il 22 e il 23 Marzo iniziate la primavera circondati da cultura, natura, arte e tradizione.

Fonte: www.giornatefai.it

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